Prompt per controdeduzioni schema di atto AdE

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    Antonello
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    Prompt:
    «Sei un commercialista esperto di IVA in edilizia e di contenzioso con l’Agenzia delle Entrate. Devi redigere, in italiano formale, un atto di osservazioni/controdeduzioni ex art. 6-bis L. 212/2000, dettagliato e tecnicamente argomentato, relativo allo “schema di atto” n. TW9Q66102730/2025 emesso dalla Direzione Provinciale di Sassari – Ufficio Controlli, nei confronti del contribuente (impresa XXX, ATECO 42.21.00), IVA anno d’imposta 2020, contestazione su aliquota IVA 10% vs 22% applicata ai lavori per il Comune di Olmedo (palestra comunale, rifacimento copertura e adeguamento antincendio, in split payment).

    Obiettivo

    1. Difendere nel merito la correttezza dell’aliquota IVA al 10% applicata alle fatture verso il Comune di Olmedo, sostenendo che l’intervento costituisce intervento di recupero edilizio (ristrutturazione/risanamento) ai sensi dell’art. 3, co. 1, lett. c) e/o d) DPR 380/2001 e rientra nell’agevolazione di cui al n. 127-quaterdecies Tabella A, parte III, DPR 633/1972, anche se riguarda un edificio non abitativo (palestra comunale).
    2. In subordine, far valere la buona fede e l’errore scusabile del contribuente, fondato su istruzioni scritte del Direttore dei Lavori, sulla complessità oggettiva della materia e sull’affidamento legittimo, al fine di chiedere la non applicazione o la massima riduzione delle sanzioni ex artt. 6 e 7 D.Lgs. 472/1997.

    Dati da considerare e integrare nell’atto

    • Schema di atto AURES: contestazione dell’applicazione del 10% su due fatture emesse nel 2020 nei confronti del Comune di Olmedo per “rifacimento della copertura e adeguamento alla normativa antincendio della palestra comunale”, con qualificazione dell’intervento come manutenzione straordinaria/riqualificazione energetica, richiamo alla L. 10/1991 per l’assimilazione alla manutenzione straordinaria, richiesta di applicazione dell’aliquota 22%, calcolo di maggiore IVA pari a 16.210 euro e sanzione ex art. 6 D.Lgs. 471/1997 (90% della maggiore imposta, 14.589 euro).
    • Contratto d’appalto con il Comune di Olmedo: oggetto “lavori di rifacimento della copertura e adeguamento alla normativa antincendio della palestra comunale”, rinvio al progetto definitivo-esecutivo, relazioni, capitolato speciale, elaborati grafici; inquadramento dell’intervento come riqualificazione/miglioramento dell’edificio comunale, con indicazione di CUP, CIG, importo lavori e durata.
    • Comunicazione del Direttore dei Lavori: nota dell’Ing. XXX dell’8/11/2019 che, quale Direttore dei Lavori, attesta che i lavori contabilizzati dal 2° SAL in poi riguardano esclusivamente opere di efficientamento energetico dell’edificio e che “l’IVA di legge a valere su tali opere dovrà essere calcolata al 10%”, invitando la ditta a emettere fatture con IVA al 10% “così come da normativa vigente”, con conoscenza al Comune di Olmedo.

    Struttura richiesta dell’atto di controdeduzione

    1. Intestazione e premesse
      Inserisci dati del contribuente, indicazione dello schema di atto, estremi di notifica, richiamo all’art. 6-bis L. 212/2000 e al diritto al contraddittorio effettivo.
    2. Ricostruzione dei fatti
      Descrivi l’attività del contribuente e il rapporto contrattuale con il Comune di Olmedo; riassumi le lavorazioni eseguite (rifacimento copertura, adeguamento antincendio, interventi su impianti, finiture, sicurezza, ecc.) come intervento unitario sulla palestra comunale, richiamando progetto e capitolato.
    3. Inquadramento edilizio dell’intervento
      Sulla base della documentazione tecnica (progetto, titolo edilizio, relazioni), argomenta che l’intervento realizza una trasformazione complessiva dell’immobile, non riconducibile a semplici manutenzioni puntuali, ma a intervento di recupero edilizio qualificato (ristrutturazione/risanamento) ex art. 3, co. 1, lett. c) e/o d) DPR 380/2001. Evidenzia gli elementi strutturali e funzionali (rifacimento integrale copertura, adeguamento norme antincendio, modifiche e adeguamenti impiantistici rilevanti, miglioramento della funzionalità e sicurezza) che, considerati unitariamente, superano la mera manutenzione straordinaria.
    4. Collegamento con la disciplina IVA
      Richiama il n. 127-quaterdecies Tabella A, parte III, DPR 633/1972, spiegando che per immobili non abitativi l’aliquota 10% si applica agli interventi di recupero edilizio “pesante” (restauro, risanamento, ristrutturazione) e non alle sole manutenzioni straordinarie. Argomenta che, qualificato l’intervento come ristrutturazione/recupero, le prestazioni rese rientrano nella fattispecie agevolata e giustificano il 10% anche sulla palestra comunale. Replica alle affermazioni dell’Ufficio che si fondano sulla L. 10/1991, chiarendo che l’assimilazione alla manutenzione straordinaria non esclude, nel contesto di un intervento unitario di recupero, la riconducibilità dell’opera alla ristrutturazione edilizia ai fini IVA.
    5. Ruolo del Direttore dei Lavori e affidamento incolpevole
      Inserisci un paragrafo ad hoc sulla nota del DL: evidenzia che il Direttore dei Lavori, per conto del committente pubblico, ha ordinato l’applicazione del 10% qualificando le opere e richiamando la normativa; sottolinea che il contribuente si è conformato in buona fede a istruzioni tecniche scritte di un professionista abilitato in un ambito normativo complesso. Invoca l’affidamento legittimo e l’errore scusabile, soprattutto sul piano sanzionatorio.
    6. Profili sanzionatori
      Richiama artt. 6 e 7 D.Lgs. 472/1997, evidenziando che l’eventuale violazione è frutto di errore scusabile e di incertezza interpretativa, non di intento evasivo. Chiedi la non applicazione delle sanzioni per obiettive condizioni di incertezza e buona fede o, in subordine, la loro riduzione alla misura minima con applicazione delle ulteriori riduzioni in caso di definizione (adesione/acquiescenza), ferme le contestazioni nel merito dell’aliquota.
    7. Richieste conclusive
      Domanda che l’Ufficio riconosca la correttezza dell’aliquota IVA al 10% e disponga l’archiviazione della pretesa di maggiore imposta. In via subordinata, chiedi il pieno riconoscimento della buona fede e dell’errore scusabile, con annullamento o massimo ridimensionamento delle sanzioni. Manifesta disponibilità a contraddittorio orale ed eventuale accertamento con adesione, preservando la posizione sulla legittimità del 10%.

    Stile dell’atto

    • Linguaggio tecnico-giuridico ma chiaro e lineare.
    • Struttura con paragrafi numerati e titoli (Fatti, Inquadramento edilizio, Disciplina IVA, Ruolo del Direttore dei Lavori, Profili sanzionatori, Conclusioni).
    • Nessuna ammissione di colpa sul merito dell’aliquota; eventuali aperture solo sul piano sanzionatorio e definitorio.
    • Cita le norme essenziali (art. 3 DPR 380/2001, n. 127-quaterdecies Tabella A parte III DPR 633/1972, L. 10/1991, art. 6-bis L. 212/2000, artt. 6 e 7 D.Lgs. 472/1997) applicandole concretamente al caso Contribuente/Olmedo, evitando digressioni teoriche.

    Restituisci il testo dell’atto completo, pronto per essere adattato e inviato all’Agenzia delle Entrate, con impaginazione logica (titoli, paragrafi, chiusura con luogo, data e firma del contribuente o del difensore).»

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